Leggendo il blog di Russel Davies mi imbatto spesso in argomenti interessanti e spunti su cui riflettere. Vorrei riassumervi un post di qualche giorno fa che ho letto sul suo sito e che proveniva dalla rivista Campaign. Si parla di blog e stampa, delle divergenze che si possono incontrare, dei vantaggi dell’uno e dell’altra, dei pro e dei contro.
Indubbiamente è utile conoscere le differenze sostanziali tra la blogosfera e la carta stampata, soprattutto per chi deve pianificare la comunicazione di un prodotto.
La prima vera sproporzione si nota nella capacità di creare legami e scambi reciproci di informazioni: il blog porta a comunicare direttamente con i lettori. Principalmente si basa sull’interazione degli utenti e i loro interventi nei commenti che, molto spesso, dirottano l’argomento da cui si è partiti verso un altro topic, a volte più interessante dell’originale! Infatti il primo post scritto dal blogger non è che un inizio, un incipit dal quale procedere, una provocazione che spinge i lettori a esprimere la propria idea. Sicuramente il blog ha anche una funzione informativa, grazie anche ai link che permettono di approfondire un certo argomento, dando allo stesso tempo autonomia di ricerca. Ma, a differenza di un articolo di un quotidiano, la notizia riportata può essere incrementata immediatamente con pareri e opinioni differenti, oppure addirittura smentita “in diretta”, quando è il caso. L’articolo di un giornale si conclude con la firma del giornalista che l’ha scritto, riporta un avvenimento che si esaurisce con la fine del pezzo. Per il lettore non c’è la possibilità di interagire con il giornalista, approfondire la storia, porre domande e proporre ulteriori riflessioni. I commenti, al massimo, si faranno al bar con i colleghi, mentre si beve un caffé, si è in pausa pranzo o in fila alla posta. Nel blog il feedback è immediato, si è in grado di capire quanti lettori partecipano, a quanti interessa quello che si è scritto e quanto si riesce a stimolare i lettori ad intervenire. La stampa, contrariamente, è meno raggiungibile, non tutti possono scrivere su un quotidiano o su una rivista, le case editrici hanno dei costi notevoli da affrontare e quindi devono effettuare delle scelte editoriali che puntano sulla qualità, per non perdere quella immagine di grandezza e autorità che ancora oggi la contraddistingue.
I blog, al contrario, possono essere scritti da chiunque e censurare i commenti sarebbe un controsenso. Molto spesso, però, la mancanza di qualità è palpabile, l’uso dei termini usati è discutibile, proprio perché non c’è, nella maggioranza dei casi, un controllo editoriale, e tutto questo può portare all'insuccesso di un blog.
Credo che la qualità e il controllo della stampa possano convivere perfettamente con l’anarchia e l’"irriverenza" del blog, proprio perché le due realtà si completano a vicenda. Probabilmente tra i blogger dovrebbe esserci più responsabilità e ricerca di qualità nei contenuti, e nell’editoria cartacea più dialogo con i lettori, perché entrambe le sfere ne trarrebbero guadagno.
Voi cosa ne pensate? Credete che sia meglio che i due mondi rimangano divisi e che vivano ognuno di vita propria o che imparino ad integrarsi per formare e completare il mondo dell’informazione e della comunicazione?