Kit Kat - L'ultimo break.
Axe - Chocolate Man.
Bodogtv - Erotic fantasy


Purtroppo non capisco una parola di norvegese ma ho scovato questo sito di food su Adverblog, sempre fonte d'ispirazione per chi è alla ricerca di notizie interessanti sulle ultime novità dell'advertising. L'ho trovato molto divertente e ho deciso di postarlo.
Inizia con un filmato dove un improbabile supereroe spiega le qualità di alcuni prodotti in vendita, sottolineando la mancanza di zuccheri e di grassi. Inoltre si può anche giocare ad un advergame.
Che il futuro del food sia nell'advertainment?



Pochi giorni fa sono andata alla serata organizzata da Opus al Bicocca Village a Milano. Ero molto curiosa a riguardo perché avevo sentito che sarebbero state presentate delle novità interessanti riguardo il modo di comunicare di Opus.
Intanto vorrei dire che Opus è la concessionaria leader in Italia con 640 schermi sul territorio di cui 444 in complessi Multiplex da 8 schermi in su, e la prima a offrire nei cinema pubblicità digitale.
Durante la serata è stato presentato, in anteprima, il nuovo Opus World, che racchiude tutti gli strumenti di comunicazione su cui si basa oggi il nuovo linguaggio del cinema. Opus vuole coinvolgere gli spettatori, intrattenerli e divertirli, ancora prima che i film nelle sale abbiano inizio.
Come? Sono stati creati due simpaticissimi personaggi, due testimonial davvero speciali, Mr. "O" e Ciaky, protagonisti assoluti di questo nuovo mondo Opus.


Le loro avventure diversificheranno in un modo davvero originale il palinsesto pubblicitario, per diventare in futuro un vero e proprio format. Infatti, durante la serata, è stato presentato il primo clip dove Mr "O" e Ciaky compaiono per la prima volta sul grande schermo. Seguiranno, mensilmente, altri filmati che, sicuramente, per la freschezza e la simpatia dei due personaggi, avranno tutte le caratteristiche per diventare dei veri e propri video virali.
Qui sotto il primo video:
HBO è una delle emittenti via cavo più popolari degli Stati Uniti, propone film e produce serie televisive arrivate anche da noi: I Soprano, Six Feet Under e Sex and The City.
Ora è nato il progetto HBO Voyeur, un film sperimentale promosso grazie ad un incredibile sito Internet che racchiude tante storie costruite intorno al tema del voyerismo. Un modo ambizioso e originale per raccontare le serie tv.


L'utente ha la possibilità di spiare le storie che si svolgono nel palazzo di fronte, semplicemente cliccando con il mouse. ma non è tutto: tutte le storie sono scaricabili, semplicemente cliccando sul'icona posta in basso a destra.
HBO non si è limitato a questo: ha creato un blog, invitando un writer (non scrittori professionisti o pr) a documentare quello che succede intorno al progetto, numeri di telefono da chiamare, finti siti Internet e eventi nel mondo reale per la promozione.
Il film è stato lanciato con una proiezione su un muro di un palazzo a New York.

Questo è il trailer del progetto:
Finalmente i Simpson stanno arrivando... al cinema!
L'uscita nelle sale (americane) è ,infatti, prevista per questa estate e, per l'occasione, è stato creato un mini-sito davvero coinvolgente, che rispetta tutte le regole dell'advertainment: si possono vedere trailers del film, giocare e persino creare un proprio personaggio Simpson!



La grande industria pubblicitaria è in grado di offrire nei propri contenuti anche intrattenimento?
Questo è uno dei temi principali del quale si è discusso il 5 e 6 marzo al Future Marketing Summit di New York.
Esaminiamo quindi le opinioni venute alla luce durante il dibattito: le agenzie pubblicitarie stanno cominciando ad avvalersi sempre di più dell’entertainment per promuovere i prodotti dei loro clienti. Si è ancora all’inizio ma episodi recenti testimoniano che le cose cominciano a muoversi un po’. Le idee non mancano, certo, ma la vera sfida è saperle integrare in una strategia di comunicazione valida ed efficace. Inoltre, adesso, sono i consumatori i principali artefici e plasmatori dei contenuti che tutti noi possiamo vedere sul web, vista l’immediatezza e la maneggevolezza dei nuovi gingilli tecnologici. Con pochi soldi, o addirittura senza sborsare un centesimo, a questo punto si può girare un video, anche di ottima qualità, postarlo su Youtube, ad esempio, ed avere la possibilità di farsi conoscere da milioni di utenti.
La parola d’ordine che tutti qui al summit sembrano riconoscere e consigliare è “Make fun!”, indipendentemente da quanto successo avrà la tua idea perché, si sa, i rischi non mancano, un video virale è difficile da controllare e non è detto che riesca a ritagliarsi uno spazio in rete e a risaltare.
Benjamin Palmer di The Barbarian Group (quelli dietro a Subservient Chicken, tanto per intenderci), nel suo intervento consiglia alle agenzie di pubblicità e ai clienti di premere il pulsante "RESET" e incominciare a vedere la realtà con altri occhi perché solo in questo modo scopriranno che i reali concorrenti non sono le aziende che producono un prodotto simile al loro: il vero competitor è l’home-made viral.
Un esempio fortunato, citato durante il dibattito da Mitch Kanner, è Geico Cavemen che, da pubblicità che strizzava l’occhio all’entertainment, è diventato un intrattenimento vero e proprio, con la propria sit com in televisione. I cavernicoli, protagonisti degli spot della Geico, in questa divertente storia, vivono ai giorni nostri, ad Atlanta, e devono difendersi dai pregiudizi che l’uomo moderno ha nei loro confronti!
Ma quando si può definire valida una pubblicità di intrattenimento? Durante queste due giornate di New York è uscito dalla bocca dei più autorevoli partecipanti questo slogan: keep it simple, and keep it short! Se si paragonano i princìpi che stanno alla base dell’entertainment con gli elementi cardine che fanno di un racconto o di un libro un’opera ben scritta e memorabile, si scopre che essi sono identici: grandi personaggi, una trama importante e dialoghi impeccabili.
E il risultato della somma di tutti questi elementi va servito in tavola non in una sola portata ma fatto assaporare un po’ per volta, proprio come fa un’azienda che compra gli spazi pubblicitari di un programma tv e usa ogni pausa pubblicitaria per mostrare ogni volta uno spot diverso, un pezzo nuovo del racconto, il cui finale verrà svelato solo con l’ultima pubblicità, incollando lo spettatore allo schermo perché curioso di mettere insieme tutti i frammenti della storia.
Voi cosa ne pensate? E’ giusto sostenere che il futuro della comunicazione sarà sempre più strettamente correlato all’entertainment per fare sì che una pubblicità diventi realmente efficace? Mi piacerebbe raccogliere altri esempi oltre a quelli citati durante il summit e avviare una discussione, quindi se avete spunti e idee o anche critiche costruttive sulle quali riflettere qui sono ben accette. 
Intanto divertitevi con la visione di uno dei fortunati spot dei dei cavernicoli!!
Anche a rubare l’affissione della sua pubblicità! Ebbene sì, è questo il messaggio comunicato dalla campagna realizzata per il lancio della nuova Opel GT in Belgio. Per l’occasione, McCann-Ericksson ha pianificato una campagna virale particolarmente curiosa che integra anche elementi di guerrilla. La meccanica ha infatti previsto il lancio contemporaneo di uno spot virale su Youtube e su alcuni dei siti più visitati in Belgio che mostra persone comuni “rubare” l’affissione della nuova campagna per Opel GT durante la notte e di una campagna stampa sulle principali testate nazionali che mostra il billboard vuoto e narra l’episodio. In seguito, è stata proposta una seconda affissione che mostra marito e moglie nell’intento di inserire nel proprio garage il billboard rubato della campagna Opel GT.
Oggi vi segnaliamo il nuovo viral realizzato per Virgin Money da Glue London e che, come tutta la comunicazione del brand di Branson, si caratterizza per il tratto trasgressivo ed ironico. Si tratta di un video clip interattivo ad episodi, la cui protagonista è una ballerina pronta ad esibirsi in performence sempre più estreme. E siete voi a scegliere se proseguire o meno nella visione, infatti per vedere il video sino alla fine basta rispondere “Yes” alla semplice domanda “More?”. Del resto, cosa c’è di più elementare per invogliare il consumatore ad interagire se non porlo di fronte alla curiosità e dargli l’opportunità di soddisfarla? Questo rispecchia naturalmente il pay off della campagna e il messaggio che intende comunicare: “Things get more exciting when you say Yes”.