
Come promesso ecco la prima di una serie di
interviste ad
esperti di comunicazione. Mentre ero in missione allo IAB Forum ho avuto la fortuna di incontrare Gianluca Diegoli, blogger di
Minimarketing.
Durante una pausa pranzo un po’ affollata, con un panino mezzo congelato, ecco quello che ne è venuto fuori!
1) Come è cambiata la tua professione dopo aver aperto un blog? Si può essere dei professionisti e blogger allo stesso tempo?
La mia professione è sempre stata indipendente da quello che scrivo sul blog e le due cose hanno sempre vissuto su dei binari completamente diversi, ma per scelta. All’inizio addirittura non pubblicavo nemmeno il nome sul blog. Nessuno sapeva chi ero, poi ho deciso di farlo visto che ormai l’avevano capito tutti! Il blog è la mia “anima sperimentale”, un posto dove posso riflettere ad alta voce con altri, entrare in conversazioni dove le routine, gli organigrammi non esistono. L’ho sempre visto come un punto dove sperimentare o direttamente o indirettamente, vivendo e commentando le esperienze che sono state fatte da altri.
2) Quali sono, secondo te, i fattori critici di successo per un’azienda per comunicare da qui a cinque anni?
Ah bella domanda! Esiste vita dopo la morte? No, scherzo. Quello che ti posso dire è che ovviamente non lo so. Una volta c’era un’icona della comunicazione aziendale, che si vedeva anche in quelle di WordArt: “l’uomo col megafono”. Se io dovessi vedere una comunicazione dell’azienda in questo momento parlerei di “uomo con il microscopio”, nel senso che tutto è estremamente piccolo e frammentato. E’ quasi impossibile dire “Quest’ anno facciamo questo, quest’ anno facciamo online o facciamo affissioni”. Devi fare tutto, devi analizzare ogni singolo mezzo e cercare di capirlo anche. La cosa non è necessariamente più costosa ma probabilmente più complessa, perché richiede delle professionalità molto frammentate che sono difficili da trovare, a volte, all’interno dell’azienda. Le aziende dovranno imparare ad avere un concetto dell’insuccesso, diverso da quello che c’è ora, nell’utilizzo di un determinato media. Oggi si tende ad evitare in qualsiasi modo un fallimento. Ovviamente fare le cose bene funziona, però anche l’insuccesso può non essere negativo ma un modo comunque per imparare qualche cosa. Questo deve essere soprattutto recepito all’interno dell’organigramma aziendale, perché finché questa mentalità non è condivisa all’interno delle aziende sarà difficile comunicare in modo nuovo, perché ogni mezzo nuovo di comunicazione comporta molti più rischi di quelli che c’erano prima.