Fables, di bloguerrilla ha scritto alcuni giorni fa un post di sfogo autorevole e molto interessante sulle deviazioni che il guerrilla marketing e l'ambient stanno subendo in Italia. Gli incriminati principali sono ovviamente tutti quei soggetti che hanno scelto la scorciatoia e cavalcano i new media come una moda da sfruttare al massimo, bruciare e poi buttare nel cestino, oppure che si sono ribrandizzati con una nuova etichetta che "fa cool" ma non sanno di cosa parlano. Non sono qui per giudicare, ma gli esempi che ci troviamo davanti ogni giorno sono l'evidenza di quanto dico e le tracce lasciate da questi signori sono più che visibili.
Personalmente e come ebolaindustries, non possiamo che appoggiare e sostenere lo sfogo di fables, allargandolo e rendendolo noto a più persone possibile: leggetevi il post di fables e contribuite a far girare la notizia.
let's fight the guerrilla-abuse.
Personalmente e come ebolaindustries, non possiamo che appoggiare e sostenere lo sfogo di fables, allargandolo e rendendolo noto a più persone possibile: leggetevi il post di fables e contribuite a far girare la notizia.
let's fight the guerrilla-abuse.









E' uscito oggi su L'Espresso un articolo interamente dedicato all'esplosione, finalmente anche in Italia, del viral come nuova forma di comunicazione, a testimoniare come il fenomeno stia cominciando ad essere recepito e considerato per quello che è realmente: ovvero un innovativo strumento strategico di marketing e comunicazione. Nell'articolo vengono riportati anche alcuni esempi dei più recenti progetti di viral realizzati nel nostro paese da colossi come Sony e Nike, le cui iniziative ne hanno sicuramente scaturito l'interesse da parte dei più.
Lo ha svelato Michael Davis, vice presidente di
Venerdì 13 ottobre si è svolto a Milano l’incontro, organizzato da 
Vi lasciamo alla pausa del week end proponendovi una riflessione su uno dei temi più dibattuti e più attuali di sempre: la pace nel mondo. E lo facciamo segnalandovi
Dopo una caduta da cavallo bisogna subito risalire in sella, dopo una toppata su un post bisogna subito rimettersi a scrivere, per cui... Una cosa che non rinnego del post su lonelygirl15, è l’esigenza di passare a una nuova release del Viral Marketing: il Viral 2.0. Perché chi oggi pensa che sia sufficiente mandare on-line uno spot dai contenuti coraggiosi (tette, scuregge e torte in faccia) è fermo al pleistocene. E non sono certo l’unico ad affermarlo. A parte