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giovedì, 27 settembre 2007
goviralBen due giorni lontana dal blog! Ero in crisi d’astinenza ma ora eccomi qui a raccontarvi un po’ di novità. Questa assenza è dovuta al fatto che io, Mr White e Mrs Fucsia siamo andati nella magica città di Hans Christian Andersen: Copenhagen. Favole a parte, abbiamo finalmente conosciuto di persona i nostri amici di Go Viral che, come probabilmente saprete, sono una delle maggiori agenzie di seeding in Europa e dei quali Ebola è partner strategico per l’Italia.
muffin

Dopo averci offerto dolci d’ogni genere e colore, esclusivamente a base di burro, ed aver contribuito ai due chili che ho preso in questo breve viaggio, Goviral ci ha reso partecipi dei nuovi sviluppi del seeding e le sue applicazioni. Negli ultimi tempi si parla sempre di più di campagne virali, della loro diffusione in rete e della capacità di generare traffico. Non si tratta più di un salto nel buio ma ci sono delle vere e proprie regole da seguire, al contrario di quanto si possa pensare, per far si che una campagna virale abbia successo.
Il fattore più importante sono i contenuti della campagna: il prodotto deve essere “virale”. Un buon contenuto è ciò di cui la gente vuole parlare e condividere con i propri amici.  Deve essere scioccante, divertente, sorprendente, provocatorio o che tratti argomenti interessanti per uno specifico target. Questo è il punto di partenza fondamentale per fare una successiva operazione di seeding in rete.
Un esempio può essere la campagna che Quicksilver ha lanciato a febbraio. L’idea era molto forte (alcuni ragazzi lanciavano bombe in un lago in città così da creare delle onde tali da poterci fare surf) e il video è diventato immediatamente un successo virale tanto da generare in due settimane 9 milioni di views.

Siamo nell’era della “Media Youcracy”, dove si deve avere il coraggio di differenziarsi per riuscire ad attirare l’attenzione.

Ritornando alla funzione di Goviral, dopo la certezza di possedere un prodotto ad alto contenuto virale si passa alla fase successiva: l’operazione di seeding in rete. In questa fase, attentamente pianificata, è necessario trovare dei siti che esprimano al meglio il tema della campagna e siano coerenti con il brand.

Ma quando si può affermare che una campagna virale abbia avuto successo? Solitamente la durata di una campagna è di due mesi e per decretarne il successo è indispensabile che la stessa continui a generare traffico anche dopo la chiusura del lancio.

Goviral ha affinato un sistema di tracking che consiste in un codice che viene messo direttamente nei video inseriti per controllarlo di sito in sito e da utente ad utente per poter elaborare delle statistiche accurate.

Un viaggio illuminante!
Ecco il video di Quicksilver:
postato da: MrsPurple alle ore 16:22 | Link | commenti (1)
categoria:viral, seeding, goviral
lunedì, 06 novembre 2006
remingtonCome inizio settimana abbiamo pensato di segnalarvi questo divertente viral che è stato realizzato da Grey London & Viral Factory per Remington, marca produttrice di rasoi elettrici. Il video in tre settimane ha totalizzato oltre 2,5 milioni di unique views, un ottimo risultato e se ci date un'occhiate capirete anche il perchè ;)!
postato da: mrsred alle ore 11:12 | Link | commenti
categoria:online, viral, seeding