



Come si può vedere dall'immagine sono stati applicati degli sticker ,con l'immagine di un senza tetto, nei bidoni dell'immondizia, dove abitualmente gli homelss sono soliti frugare per trovare qualche cosa da mangiare.
Interessante campagna ideata dall'agenzia DraftFCB di Toronto per WWF: su un billboard, grazie ad una tenda e al sole, è stato simulato il preoccupante fenomeno dell'innalzamento del livello degli oceani.
E il principale responsabile sembra essere il surriscaldamento del pianeta provocato dall'uomo.
Due siti. Due approcci differenti al tema delle morti dei giovanissimi sulle strade e alla sicurezza in auto.
Il primo viene dal Canada e si chiama 50000victimes.com. L’approccio che usa è molto forte, con un video iniziale che cattura immediatamente l’attenzione degli utenti. Il resto del sito è costruito come un portale, contenitore di parecchie notizie ed elenchi di vari incidenti stradali.

Il secondo website è Me importa un huevo (in Italia si direbbe “Non mi importa un fico secco”) ed è spagnolo.
Sicuramente l’idea è più soft ma ugualmente potente. La prima pagina invita ad inserire il nome di un conoscente che abbia meno di 25 anni. Una volta digitato incomincia il gioco che consiste in un tapis roulant dove scorrono tantissime uova, che corrispondono a delle vite umane, e gli utenti sono tentati di fermarle prima che cadano. L’ultimo uovo ha il nome che si è digitato all’inizio.

Mrs Rainbow ci segnala questa campagna realizzata in Olanda per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della violenza e degli abusi sui minori. Si chiama “Ik zie ik zie wat jij niet ziet”, che in inglese significa “I see I see what you don’t see” ed è stata prodotta per SIRE (Stichting Ideële Reclame - Foundation for Non-commercial Campaigns), un’associazione che promuove campagne volte a sensibilizzare su problemi sociali urgenti ed importanti, ai quali non viene riservata l’attenzione che meriterebbero. L’operazione consiste in un mini-sito dedicato ed interattivo, ricco di contenuti molto forti e molto diretti che, se da un lato lasciano un nodo allo stomaco, dall’altro fanno riflettere perché non è possibile rimanere indifferenti di fronte tali ingiustizie.