
Mi sembra un ottimo modo per mettere in guardia le persone dai danni causati dalla nicotina, senza proibizionismi o allarmismi.
Eccone uno:

Ecco un commercial che in Italia non si vedrà mai, almeno non nei media tradizionali. Ma per fortuna, grazie alla rete e al sempre aggiornatissimo Adverblog, ho scoperto questo video divertente dal sapore ironicamente blasfemo.
Gli ideatori dello spot, l'agenzia islandese EnnEmm, trattano infatti un tema piuttosto delicato trattandosi di religione. Ma vi ivito a guardarlo senza troppe premesse. La lingua originale è l'islandese ma, non preoccupatevi, il video è sottotitolato in inglese.
Buona visione!
A Cannes è stato premiato con un Leone d' argento, ma lo spot Happiness Factory di Coca Cola ha anche un "dietro le quinte": un video documentario animato, doppiato dai veri impiegati che lavorano in Coca Cola.
Inside The Happiness Factory:
Lo slogan "nothing to hide", nulla da nascondere, illustra perfettamente la strategia di comunicazione di questo laboratorio farmaceutico irlandese specializzato in prodotti di bellezza.

Joanna Gardiner, l’intraprendente e affascinante imprenditrice irlandese ha deciso perciò di parlare della sua azienda Elave in un video esclusivamente passato in rete, dove lei è ... completamente nuda! Tutto ciò ha ovviamente creato molto buzz, tanto che il filmato ha fatto il giro del mondo in pochi giorni.

Probabilmente avete già avuto l’occasione di vedere lo spot dell’Iphone, quello creato appositamente per la notte degli Oscar 2007, dove sono montate in sequenza varie clip prese da film famosi nelle quali si vedono gli attori rispondere al telefono.
Sembra essere nata una polemica attorno a questa pubblicità. Infatti, pare che l’Apple abbia avuto l’idea dopo aver visto il film documentario del 1995, "Telephones," (appunto) di Christian Marclay e che abbia immediatamente chiesto il permesso a questo signore di servirsi della sua idea per lo spot. Marclay, gentilmente, questa autorizzazione non l’ha concessa.
Risultato? L’Apple, nonostante il rifiuto, ha usato comunque il concept del film per il suo commercial. Marclay, indispettito, ha pensato bene di rivolgersi a vie legali, accusando l’azienda di avergli rubato l’idea. Senza alcun esito positivo però: infatti non si può vietare a nessuno di prendere l’ispirazione da qualcosa…“there’s nothing I can do about it. They have the right to get inspired.”
Poco tempo fa mi sono imbattuta in questo progetto che reputo piuttosto interessante e meritevole di essere conosciuto. Sappiamo come il Super Bowl sia l’evento dell’anno negli Stati Uniti, coinvolge quasi tutti gli americani e i pubblicitari venderebbero volentieri la propria consorte pur di agguantarsi gli ambitissimi 30 secondi di gloria all’interno dello show.
Visti i costi di uno spot in onda durante il Super Bowl, solo le grandi multinazionali possono permettersi di apparire. Almeno fino ad oggi, perché tre ragazzi statunitensi hanno in serbo per tutti grandi sorprese. Questi tre moschettieri, armati di buona volontà e una discreta dose di intraprendenza, con il loro sito MyBowlAd.com lanciano una provocazione: permettere a chiunque di avere il proprio momento di celebrità durante il Super Bowl 2008. Tenendo conto che uno spot di trenta secondi nel 2008 costerà in media 2,7 milioni di dollari, come è possibile che anche il bullonificio Brambilletti&Figli possa apparire durante il mega-evento? I tre ragazzi hanno fatto due calcoli: perché non suddividere questi 30 secondi per quanti aderiranno al progetto come sponsor? In pratica ogni azienda avrà a disposizione da 1/3 di secondo a 4 secondi ciascuno nei canonici 30” acquistabili. Quindi uno spot pieno di sponsor e di prodotti! Se il progetto prenderà piede scopriremo quindi brands di cui nemmeno conoscevamo l’esistenza, come ad esempio Table Shox, il primo (e finora unico) sponsor, Per farsi un’idea, a grandi linee, di come funzionerà e sarà strutturato lo spot MyBowlAd consiglia di dare una sbirciata al video della canzone di Bob Dylan, “Subterranean Homesick Blues”, che pubblico alla fine del post. Promettono inoltre di indossare t-shirt pubblicitarie, saltellando come grilli impazziti di qua e di là per far vedere più prodotti possibili, o di farle indossare anche da molte celebrità di Internet che aderiranno al loro progetto. Che riescano ad accalappiarsi anche Lonelygirl15??
Può essere una buona idea se consideriamo che, se l’iniziativa sarà pubblicizzata a dovere dalla stampa, tutti i brand e prodotti che parteciperanno avranno comunque visibilità ancora prima della manifestazione del 2008.
Comunque mi prometto di seguire questo progetto passo dopo passo e vi terrò aggiornati sulle prossime novità!
Ecco il video di Bob Dylan che ha ispirato il progetto!