Rispondo all'invito di
Maurizio a partecipare al
meme sulla pubblicità oggi da lui lanciato:
- Cos'è la pubblicità oggi?
- Quale ruolo dovrebbe avere?
- Cosa dovrebbe offrire per tornare a creare valore per l'utente?
Come redattrice di un’agenzia di comunicazione virale non posso che rispondere così: la pubblicità oggi è comunicazione non convenzionale integrata, è il fenomeno del CGC, dei social network, di realtà come Youtube, MySpace, Flickr, Second Life. È in questi spazi che le aziende oggi stanno cercando di comunicare, è in questi spazi che trovano il consumatore ed è in questi spazi che il consumatore trova loro. Non a caso il
Time ha eletto “TU” persona dell’anno e non a caso
Adage ha nominato “il consumatore" adagency del 2006.
In una realtà come quella attuale, dove va tanto di moda parlare di generazione del web 2.0, la pubblicità è e dovrebbe avere sempre più la capacità di coinvolgere il consumatore, di renderlo co-protagonista e co-autore della campagna perché è questo che il consumatore chiede ed è questo quello che cerca. Come? Il contenuto è la parola chiave e la sfida che gli operatori del settore dovranno affrontare si giocherà sempre di più sui contenuti e sulla loro accessibilità e fruibilità soprattutto in virtù della tecnologia e della sua continua evoluzione. La volontà di interazione e di partecipazione da parte del pubblico è molto varia e molto forte e costringe alla ricerca di contenuti e format che siano veramente innovativi ed interattivi a tutti i livelli e questo richiede alle aziende un impegno sempre più oneroso in termini di investimento e di utilizzo della tecnologia come generatrice di contenuti interattivi. Nel nostro paese i grandi brand, per lo più, hanno iniziato a farlo, altri si stanno “sensibilizzando" su questi fenomeni, ma con tutta l’intenzione di iniziare ad agirvi concretamente. E quando si parla di new media e di virale, quello che conta sono le aspettative del consumatore nei confronti del messaggio che per questo deve essere "rilevante", se non addirittura azzardato, deve saper attirare e mantenere la sua attenzione, deve farlo divertire e stupire, solo così diventerà oggetto del cosidetto "word of mouse". Questo non significa che i media tradizionali saranno piano piano dimenticati dalla pubblicità; quel che è certo è che oggi sono poco efficaci, ma in un’ottica di una comunicazione integrata rientrano a pieno titolo nella definizione della strategia di comunicazione e nella pianificazione media, soprattutto in vista dell' evoluzione che i media tradizionali stanno subendo grazie allo sviluppo tecnologico e all'integrazione con Internet, in termini di molteplicazione delle modalità d'uso.
La realtà oggi ci mostra che le aziende sono e saranno sempre più trascinate dal pubblico-consumatore in nuove forme di comunicazione e la speranza è che questo stimoli e rafforzi la creatività ed il modo di fare pubblicità perché questo è il più raro valore aggiunto da offrire al consumatore.
Mi permetto di coinvolgere
mrwhite,
Mizio,
Mauro,
Matteo,
Giorgio,
Luca,
Gianluca.